Ci hanno, come al solito, bombardato con la pubblicità. Con grande faccia tosta sparano l’illusione della bellezza di 7.2 Mbit su tutte le emittenti a tutte le ore. Ciò che non dicono è che 7.2 Mbit non li ha raggiunti neanche l’ingegnere che ha fisicamente creato quella tecnologia. Parliamo ovviamente dell’UMTS di terza generazione e mezzo, ovvero l’HSDPA mostrato sui cellulari come 3.5G. Parliamo di una tecnologia molto complessa che se realizzata su infrastrutture funzionanti è una vera manna per chi non ha connettività su filo. ItaliaClic ha già parlato in passato di questa tecnologia e se non avevamo ancora sparato a zero sulla situazione italiana è solo perché non avevamo ancora avuto modo di testare a fondo la cosa. Del resto abbiamo cominciato a testarla alle prime avvisaglie di offerte decenti per l’utente.
Parliamoci chiaro. Nessuna delle offerte uscite finora risulta conveniente rispetto ad una blanda ADSL via telefono (che è poi l’unico modo per avere una ADSL, aldilà dell’abuso/sopruso del termine da parte dei pubblicitari). Forse al momento la più abbordabile risulta l’offerta di Wind ma lungi da noi fare pubblicità, soprattutto perché la qualità del servizio dipende assolutamente dalla propria posizione geografica e dallo stato della propria rete mobile, oltre che dall’operatore.
Così una Maxxi Alice a Torino non è la stessa di Roma. E ci sono scenari in cui l’HSDPA di un paese di 3000 abitanti, se coperto, risulta migliore dello stesso in una grande provincia. Ma troppi sono i casi in cui tutti concordano su una pessima qualità del servizio, tale da trovarsi per due giorni interi totalmente oscurati dalla copertura che prima c’era o, come testimoniato da vari utenti sui forum, non riuscire più a vedere il segnale 3G (tantomeno 3.5G) ed essere costretti a navigare alla velocità GPRS EDGE. Il tutto, naturalmente, continuando a pagare con la stessa tariffa dell’HSDPA. A dir poco sconfortante oltre che danneggiante l’utente.